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Alassio è incastonata nella "Baia del Sole". Vi si
arriva con la Genova-Ventimiglia (casello di Albenga) o dall’Aeroporto
di Villanova, con treni e pullman (un po’ da tutta Italia). La Marina è
compresa tra i Capi Santa Croce e Mele, nell’entroterra le frazioni di
Moglio e Solva.
Alassio è una rinomata stazione balneare e turistica grazie a un arenile
di sabbia finissima lungo oltre 3 km. Ci sono poi acque pure (splendidi
fondali e varietà di "abitanti" marini) e un clima che assicura sempre
una buona temperatura. Di fronte l’Isola Gallinara, dove nidifica il
gabbiano reale. Il porticciolo ha una diga foranea con banchina di 450
metri, 2 moli di sottoflutto e 5 pontili galleggianti. Dispone di 450
posti barca (fondali tra 3/5 metri). Ci sono piazzali per la sosta,
cantieri per le imbarcazioni, servizio assistenza, acqua potabile e
carburante.
Il nome di Alassio è legato anche al "Muretto" inventato da Mario
Berrino, patron del Caffè Roma, e dallo scrittore Ernest Hemingway. Si
torna negli anni ’50: Berrino voleva abbellire il muro dei giardini
pubblici. Pensò a piastrelle di ceramica autografate da personaggi
famosi: i primi furono Hemingway, il Quartetto Cetra e Cosimo Di Ceglie
(se ne sono aggiunte circa 740). Inoltre la statua degli innamorati
(secondo il costume estivo). Qui si svolge il concorso di "Miss Muretto"
promosso da Lucio Flauto (1953), vinto da Marisa Allasio, Maria Teresa
Ruta e Simona Ventura.
Il centro storico corre accanto alla spiaggia con le case dei pescatori
e via XX Settembre che i turisti conoscono come "budello", ma che rimane
un tipico "caruggiu" ligure tra botteghe e negozi prestigiosi. E poi gli
edifici: Palazzo Ferrero de Gubernatis (‘700), Palazzo Scofferi (altro
ramo) in via Veneto e, svoltando per via Milite Ignoto, i Palazzi
Vallega, Brea (via Dante) e Montanaro (piazza Della Valle).Tornando in
via XX Settembre, Palazzo Bonfante dall’elegante portone ferrato
rinforzato con chiodi a testa di diamante. Accanto al mare corre la
passeggiata Ciccione punteggiata di pini: da non perdere la vista da
pontile Bestoso. Alassio ha prodotti tipici da gustare: dai salumi di
pesce (bottarga, mosciame, ventresca) ai dolci (baci). E non si
dimentichi un buon bicchiere di vino (dalla piana albenganese), magari
un Pigato. Due i mercati: ogni giorno (escluso la domenica) i banchetti
di vico Chiesetta offrono frutta e verdura fresche; al sabato, mercato
settimanale (zona Parco S.Rocco, piscina di via Gastaldi) con prodotti
per ogni esigenza: pulizia casa, abbigliamento, calzature, alimentari. |
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Alassio nasce in una leggenda che si
svolgerebbe nel X secolo. Il nome deriverebbe da Adelasia, figlia
dell’imperatore Ottone I. La giovane (occhi azzurri e capelli biondi)
amava lo scudiero. Osteggiati dal padre per questioni di rango, gli
innamorati fuggirono in Liguria, vicino ad Albenga. Lì vissero,
lavorarono e concepirono il figliolo Aleramo ("capostipite" anche dei
Del Carretto, in un’altra versione sarebbe il marito) che crebbe tra
prove
di generosità e coraggio. Anni dopo giunse ad Albenga il vecchio
imperatore. Venuto a sapere della figlia, si recò dal Vescovo per un
consiglio. "Perdona", disse il Vescovo. Così fu e Aleramo divenne
marchese del Monferrato. Alla morte di Adelasia, la località assunse il
suo nome.
In realtà Alassio fu fondata da Milanesi in fuga dall’invasione
longobarda (VI-VII secolo) o da profughi di Albenga scesi verso l’anno
Mille al "Burgum Alaxii". Il nome appare dal 1098. Feudo dei Benedettini
della Gallinara (XI secolo), fu villa del comune di Albenga (1303). Ebbe
propri statuti all’inizio (XVI secolo) e sviluppò la pesca. Alassio si
fortificò contro Saraceni e Albenganesi (1521) e fu affrancato da Genova
(1540). Galee alassine parteciparano alla battaglia di Lepanto contro i
Musulmani. Fino al ‘700 le attività svolte erano legate alla pesca del
corallo, poi molti Alassini si spostarono sull’Adriatico o si diedero
alla pesca del tonno (molti diventarono "rais", capi delle tonnare),
altri furono cuochi e conservieri.
Al Congresso di Vienna (1815), Alassio entrò nel Regno di Sardegna e
cominciò a sfruttare le risorse turistiche. La Colonia inglese raggiunse
le 20500 presenze con propria biblioteca (fuori dalla Gb è la più
importante in Europa dopo Firenze), cimitero, chiesa. L’impulso seguì
gli studi di climatologia del medico tedesco Giuseppe Scheneer (che
scrisse un trattato nel 1878) e del dottor Bignami.
Meta ambita di turisti e anche di registi innamorati dei paesaggi e
delle bellezze naturali. Il più ricordato è
l’inglese Alfred Hitchcock che girò diverse scene del debutto "The
pleasure garden" (Il giardino del piacere). Vittorio De Sica filmò gli
esterni di "I bambini ci guardano" (1943), dal romanzo "Pricò" di Cesare
Giulio Viola. A metà degli anni ’70 vennero realizzate parti del
poliziesco "Genova a mano armata" di Mario Lanfranchi. |
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Molti gli edifici
religiosi sul territorio alassino. La Chiesa di S.Ambrogio (collegiata
XVII secolo) risale al ‘400, sopra un tempio del X secolo. S.Ambrogio.
Tre le navate: nella volta scene di vita del Patrono, forse di V.Grana
(‘800). A sinistra del presbiterio: tabernacolo gotico-rinascimentale
(‘400). Spiccano l’altorilievo della Madonna del Rosario (XVI secolo),
gli altari di Santa Lucia con "Martirio" di G.Benso (1601-1668), dello
Spirito Santo con tela di B.Castello (1557-1629), di Sant’Anna con opera
di F.Carrega (1706-1780).A sinistra dell’altare maggiore la "Madonna del
suffragio" di G.A.De Ferrari (1598-1657).
La facciata è rinascimentale (1896) con portale centrale in pietra
(1511), campanile a cuspide con bifore e trifore. C’è poi l’Oratorio di
Santa Caterina d’Alessandria (XVII secolo) della Confraternita "Ghilda".
Eretto nel ‘500, ha un’unica aula con tre ordini di banconate. Tra le
colonne in marmo nero dell’altare, il gruppo ligneo del Maragliano
(1664-1741) che raffigura il mistico sposalizio della Patrona. Altre
opere: statua di S.Antonio Abate
di T.Carlone (1543-1613), tribuna della cantoria e organo di
G.Oltrachino (‘600). La Chiesa di Santa Maria degli Angeli fu edificata
nella seconda metà del ‘400, nel 1600 arrivarono i Francescani
riformati. Dopo il restauro fu allestita parte del Seminario (1824), poi
diventò Collegio salesiano (1870). Conserva opere di L.De Servi
(1863-1945). Sopra il portale (‘400), "Madonna con bambino" del pittore
locale Alberto Beniscelli. Nel borgo Coscia, i Cappuccini edificarono un
Convento (1579) sopra la Cappella della Madonna del Soccorso. In seguito
Parrocchia dell’Immacolata con altare barocco in noce (XVII secolo),
altare marmoreo con "Madonna del Soccorso" di Macrino d’Alba
(1460-1520), pulpito in pietra nera (XVI secolo), pala con "Madonna e
Santi" del genovese G.A.Ansaldo (1584-1638). L’Oratorio della Madonna
del Popolo e di S.Erasmo fu eretto dai corallini (1614). Al centro del
soffitto il Santo protegge le navi, sopra l’altare policromo pala del De
Ferrari, poi due statue marmoree della Madonna di Misericordia e di
S.Antonio da Padova e una di legno del Patrono (‘700); sulla porta
vigila la Madonna del Popolo (XVII secolo). Verso la Regione Costa si
incontra l’Oratorio della Madonna del Vento (XIII secolo, ricostruita
nel ‘400). In località Poggio, si trova la Cappella di S.Rocco (nel 1253
come Madonna della Consolazione), in onore del Santo che passò da
Alassio. Rimangono una pala d’altare con la "Vergine e il Bambino", ai
lati i Ss Sebastiano e Rocco (‘600); una pala di Sant’Apollonia,
Sant’Agata, S.Biagio (‘600) e un quadro di S.Agostino, Santa Marta,
S.Francesco da Paola.
La Chiesa della Madonna di Loreto presenta due porticati (uno ad arco
unico, l’altro ad arco doppio). Tre gli altari (sul maggiore dipinto a
olio della Patrona ) con due piccole cappelle, poi i dipinti dei Ss
Cosimo e Damiano e Santa Caterina da Genova. La Chiesa di Sant’Anna
(1730) ha un interno poligonale con stucchi che invitano all’altar
maggiore (Crocifisso in legno, ‘700) e a quelli laterali ("Madonna di
Bonaria e i Santi" e "S.Pietro riceve le chiavi"). Da vedere il gruppo
ligneo di Sant’Anna con Maria bambina (inizio ‘900) e la statua marmorea
della "Madonna con Bambino" (‘500). Sobria la facciata, a destra il
campanile con cupolina. La Chiesa della Carità (1307-1310) sorge nel
cuore di Alassio. Fu edificata dagli armatori impressionati dai
pellegrini in viaggio per il Giubileo (1300), insieme a un ricovero (26
letti e cucina) dove si fermò S.Rocco. Sulla volta la "Vergine assunta
al Cielo" e la "Madonna del Carmelo" (’30) degli alassini Marco e
Traverso; ai lati S.Francesco d’Assisi e Santa Rita da Cascia. Tre gli
altari: a sinistra il Crocifisso del "Santo Cristo" (‘400).Inoltre una
statua dell’ "Assunta" di scuola del Maragliano, un’altra dell’Ansaldo e
una "Madonna del Carmine" del De Ferrari. Ammirevoli i portali in pietra
nera e le figure scolpite.In zona Castello, c’è la Chiesa della Madonna
delle Grazie al posto di un Oratorio della Natività di Maria SS (1226).
Natività raffigurata in un dipinto di anonimo del ‘600; sulla tribuna
dell’organo lo stemma alassino con Adelasia. Lungo la via Julia Augusta,
edificata dai Benedettini della Gallinara, la Chiesina di Santa Croce e
le rovine della fabbrica (XI-XII secolo): restano l’abside e le fiancate
con archetti binati. Nella parte anteriore un arco ogivale in mattoni a
tutto sesto, dalla strana curvatura (con un pilastro più piccolo
dell’altro), attribuibile al ‘500 (come il portico).
Sopra il porto la vista sulla "Baia del Sole" e lo strapiombo "Bausci".
Nell’escursione si incontra la Chiesa di Sant’Anna ai Monti è la più
antica parrocchia di Alassio (attorno all’anno Mille). Navata
trapezoidale, portico rettangolare, piccolo convento. Con il restauro
(1968), si scoprirono vasti affreschi con Cristo Pantocratore, Sant’Anna
(XV secolo), i Ss Pietro e Benedetto. Il percorso archeologico
(frammenti del II secolo) conserva tratti lastricati e conduce a una
tomba monumentale lunga 15 metri (I secolo), ad altri monumenti funerari
(II secolo) e al confine con Albenga (stabilito da Napoleone). Verso
Albenga l’Abbazia di San Martino. Sul Monte Tirasso, il Santuario della
Madonna della Guardia (1200) sul medioevale "Castrum Tiracii". Tre le
navate: spiccano l’abside, la statua della Madonna, il gruppo ligneo
della Madonna della Guardia che apparve a Genova nel 1490. Raggiungendo
questo luogo si incontra la torre ritenuta rifugio di Adelasia (benché
sia del ‘400). A Vegliasco, la Torre medioevale (XV-XVI secolo) per la
vigilanza sulla mulattiera tra la via Julia Augusta e Alassio. Nei
pressi il Castello Celesia (un secolo di vita), in Regione Cavia fornaci
per calce, sul Monte Brignone un’edicola religiosa; direttamente sul
mare il torrione circolare della Coscia (XVI secolo). |


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SOLVA
Dalla strada romana. Solva
sorge tra ulivi e carrubi. Il nome, dal dialettale "surva" (sopra), è
menzionato nel 1326. Diede natali a uomini valorosi: i Nattero (Giovanni
che si oppose al Barbarossa, Girolamo reso nobile dal Re di Spagna), il
"Paladino" Sebastiano Freghetti (a Lepanto). Stranamente mancano gli
archi liguri tra le case. La Parrocchia della SS Annunziata (1382) fu
riedificata nel 1480; il campanile è del 1840. Sopra la loggia,
bassorilievo in ardesia. All’interno tele e sculture del ‘600, affreschi
di scuola piemontese del ‘400. Basta una visita a Cappella Freghetti
(1751) dedicata a Santa Rosalia. A metà e a fine luglio, di scena le
sagre campagnole, mentre si può gedere del panorama offerto dal Barcun
d’Aräsce". Da Solva si sale al Monte Bignone e per cresta al Monte
Pisciavino: si arriva alla Madonna della Guardia. Si scende al Colletto
di Moglio, al Bric Arpisella e alla Cappelletta di S.Bernardo (distrutta
dal terremoto del 1877). Si continua toccando il poggio Balaù e per la
costa di Laigueglia fino a Colla Micheri e al Semaforo sul Capo Mele.
MOGLIO
Dalla provinciale oltre la
ferrovia. Su uno sperone roccioso, la Chiesa di S.Sebastiano: l’oratorio
(abside) è del 1200. Il resto è del 1676: interno rinascimentale, una
navata centrale e due laterali. Spiccano altar maggiore in marmi,
dipinto del Patrono, statuina lignea di S.Antonio da Padova (iscrizione
del 1643). Sotto la mensa dell’altare, l’urna dei "Corpi dei Santi",
giunti da Cagliari. Facciata barocca del 1820; portale, bussola,
battistero e confessionali sono di Mimmo Bogliolo.
ISOLA GALLINARA
Si parte dalla costa, da
Punta Murena (Villa russa), un breve tratto ed ecco l’Isola Gallinara
(nome romano dalle galline selvatiche): un giardino sull’acqua
(rosmarino, basilico, begonie, gerani), mentre avanzano rocce e scogli.
I Benedettini costruirono il convento, ma con il prevalere di Genova (XII
secolo) cominciò la decadenza: diventò "commenda" (‘400) e finì sotto
Albenga. Passò ai privati (1842) e divenne Parco naturale regionale
(1989). C’è un piccolo e accogliente porticciolo, la grotta di S.Martino
di Tours (ne fece luogo di meditazione nel 357), la punta del
"soffiatore". In cima Torre genovese (1506), Villa padronale e Chiesetta
neogotica. |
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