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Loano |
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| Loano si trova alla foce del torrente Nimbalto ed è
conosciuta come località balneare e turistica.
L’ottimo clima temperato e asciutto è assicurato dalla posizione nel
golfo, al riparo dai venti di tramontana. Magnifica la spiaggia che
si distende a levante del molo foraneo, lunga oltre due chilometri è di
natura sabbiosa mista a ghiaietta. Una barriera artificiale protegge
flora e fauna marina: lo specchio di mare è tra i più suggestivi della
Riviera con acque pulite e chiare nelle quali sono comuni triglie,
saraghi, orate, polipi, calamari, gronghi, straccini e molte altre
specie, anche di passaggio (è facile una gita all’Isola Gallinara). Loano è gemellata con la cittadina francese di Francheville (Lione). |
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Cenni Storici |
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| La fondazione di Loano risale all’epoca romana (da
vedere il mosaico in Comune), qualcuno vi attribuisce la presenza della
località di Pollupice. "Lodanum super podium" (Poggio di S.Damiano) era
l’originario nome. Carlo Magno l’affidò ai Benedettini (775-1000),
divenne feudo del Monastero di S.Pietro in Varatella. Subì le incursioni
dei pirati. Il Vescovo di Albenga la pose sotto il proprio dominio (XII secolo). Fu acquistata da Oberto Doria (1263). Si alternarono fasi di espansione in collina per fuggire dai predoni e sulla costa destinata a svilupparsi in seguito (1309). Nel 1342 sotto Genova, passò alla famiglia Doria (1477) e ai Fieschi (1505). Dopo la congiura (1547), il governatore di Milano la restituì ai Doria. I Genovesi, soprattutto con Gianandrea I, costruirono palazzi, fontane, mura e fortificazioni, favorirono il commercio e l’industria. Nacquero una zecca e una tipografia. Loano andò poi a Carlo Emanuele di Savoia (1737). Tra il 23 e 24 novembre del 1795, fu teatro della battaglia tra le truppe francesi dell’esercito repubblicano e gli austropiemontesi, come ricorda l’Arco del trionfo a Parigi, e seguì le sorti napoleoniche sino al 1813. Venne riportata nella Repubblica ligure e al Piemonte; nel 1870 fu sede della stazione ferroviaria sulla linea della Riviera.. |
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Da Vedere |
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ORATORIO DELLE CAPPE TURCHINE L'Oratorio dei Turchini, situato accanto alla Chiesa di S. Giovanni Battista, appartiene alla Confraternita N.S. del Rosario. E' stato costruito e inaugurato nel 1661, come dice la lapide sulla facciata, sul luogo dove sorgeva la seconda chiesa parrocchiale di Loano, abbattuta perché pericolante nel 1640. Appartiene a quella chiesa la parte inferiore del campanile che lo fiancheggia L'interno è a una sola navata e l'attuale costruzione è certo più piccola della chiesa originaria. Di stile barocco, è ricco di dorature, con dipinti nella volta e un'ancona sull'altar maggiore, rappresentante la Vergine del Rosario con S. Caterina da Siena e S. Domenico ai piedi, attribuita al Baciccio. Nell'unica cappella a destra, in una nicchia sullpaltare molto ornato, vi è la statua della Visitazione di Maria a S. Elisabetta, grandiosa composizione dell'Olivari. L'abside è ricco di stucchi dorati ed ha sulle pareti laterali due piccoli dipinti, della Vergine a sinistra e di S. Elisabetta a destra. Anche qui, lungo i banchi dei confratelli, vi sono i grandi Crocifissi e i fanali in legno con ornati barocchi Qui ha sede la confraternita delle Cappe Turchine, ogni anno impegnata nella festa della Visitazione del 2 di Luglio, anche chiamata la FESTA DEL MARE. In tale occasione lo stupendo gruppo scultoreo rappresentante la Madonna della Visitazione viene portato in spalla dalla confraternita, che le fa fare tre inchini per due volte di fronte al mare vicino alla casetta dei Lavoratori del Mare. PORTA PASSORINO In una traversa, che collega il centro storico al lungomare, si può attraversare Porta Passorino, una delle quattro porte che si aprivano nella cerchia muraria e che chiudeva a ponente la strada di Mezzo, ora Cavour. La porta fu costruita sotto il dominio di Gio Andrea I e fu chiamata "dell'Orologio", perché nel 1774 le fu innalzata sopra una torretta, decorata con stemmi sabaudi, con l'orologio e la campanella, che avvertiva i cittadini dei pericoli. Da essa una loggetta coperta, ancora visibile, conduceva al baluardo Sud, abbattuto nel 1883 per rendere meglio transitabile la via. CASETTA DEI LAVORATORI DEL MARE E' un edificio secolare al centro della passeggiata di Loano, sorto a fine '800 come "stazione di sanità Marittima" (dove stazionavano i preposti al controllo doganale e sanitario di quel tempo sul traffico marittimo che si svolgeva direttamente sulla spiaggia. Fu poi sede della delegazione di spiaggia della Guardia di Finanza ed infine sede sociale dell'Associazione Lavoratori del mare. A poco a poco la sede è stata trasformata in un piccolo museo, creato coi cimeli e i ricordi di vita sul mare e di storia di Loano, messi a disposizione o donati dalle famiglie loanesi. ORATORIO CAPPE BIANCHE L'edificio attuale sorge probabilmente sull'area della prima chiesa cristiana di Loano, anteriore perciò al 775. La pieve primitiva era servita in seguito come chiesa del monastero delle monache benedettine di S. Giovanni, scacciate con Breve di Papa Alessandro IV nel 1257 e definitivamente allontanate da Loano nel 1260. Ritornò poi a essere la parrocchia cittadina del neonato "burgo in ripa maris" ai primi del 1300, e in essa facevano le loro riunioni i confratelli flagellanti e disciplinanti, e tutto il popolo per le elezioni e per trattare gli affari della comunità. Restò proprietà della Confraternita dei Bianchi dopo che fu costruita la nuova parrocchia di S. Giovanni Battista, intorno al 1450. Nei vari secoli, per il passaggio di truppe straniere da Loano, fu spesso, con l'altro oratorio, bivacco di soldati. Ebbe l'aspetto attuale nei rifacimenti e restauri del sec. XVIII, come mostrano la facciata, il campaniletto e l'interno a una sola navata non eccessivamente ricca di decorazioni. L'oratorio, sede della confraternita dei Bianchi, conserva grandiosi crocifissi, torce e bastoni usati nelle tradizionali processioni, nel Nome di Maria e della Madonna delle Grazie. CHIESETTA DEL LORETO E' il più antico edificio medievale sulla costa di Loano, infatti la sua origine risale al 775 e 1171,periodo in cui su Loano dominavano i benedettini dell'abbazia di S. Pietro in Varatella. Essi costruirono la chiesetta per utilità dei fedeli, che dimoravano lungo la costa ed alcune stanze come deposito di merci e ospizio per viandanti e monaci, che erano in viaggio per raggiungere il cenobio. MUSEO DEL MARE Nel Palazzo Kursaal sul lungomare di Loano, l'Associazione Culturale Marinara Lodanum ha realizzato una struttura di tipo museale nella quale custodisce ed espone materiale e documentazione sulla marineria loanese e del ponente savonese. L'Associazione infatti ha raccolto nel tempo numeroso materiale storico-culturale quali libri, documenti, fotografie, modelli e altro materiale d'epoca che testimoniano il passato marinaro del territorio. Tale patrimonio ogni anno viene esposto nell'ambito della Mostra del mare, che l'Associazione cura per il Comune di Loano.
PALAZZO DORIA FONTANA GIOVANNA
TORRE PENTAGONALE
LA LOGGETTA
PONTE SAN SEBASTIANO
CHIESA DI SANT'AGOSTINO
CONVENTO MONTE CARMELO
IL CASTELLO E BORGO
CASTELLO
CHIESA DI S. GIOVANNI
BATTISTA |
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CarnevaLöa |
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Da secoli a Loano si festeggia il carnevale e' cosa certa, ma non si e'
trovata fino ad ora documentazione su come si svolgessero i
festeggiamenti pubblici. Fra gli atti notarili custoditi nell'archivio
comunale di Loano, racchiusi in molti volumi dei quali solo pochi sono
stati consultati, ci sono del seicento almeno due contratti di una
persona, che dal contenuto pare tenesse balli pubblici. Tale persona
"accorda", cioè ingaggia, "due o tre suonatori di strumenti musicali",
che vengono specificati, per suonare durante quei trattenimenti. E'
segno certo che durante il carnevale, come vi e' specificato, si apriva
un locale da ballo frequentato dal pubblico. Altra antica tradizione a
Loano e' quella delle satire carnevalesche, declamate forse durante le
feste con le maschere (svolte in piazza) e forse già durante sfilate di
maschere. Altro uso era quello di mascherarsi la sera e di passare di
casa in casa a gruppi: si salutavano le persone con voce contraffatta e
in falsetto, si riceveva un bicchiere di vino, ai bambini anch'essi
mascherati, che andavano con gli adulti, era offerta frutta secca.
Usciti da una casa si andava in un'altra di amici o conoscenti, e così
via . Nelle case si rideva delle maschere comiche, mentre i mascherati
rimanevano rigorosamente seri. Si tentava in tutti i modi di indovinare
chi erano i mascherati facendoli parlare e si facevano mille congetture
quando uscivano. L'usanza continuò fino ai primi decenni del Novecento.
Abbastanza antichi sono pure i "testoni": grosse teste di cartapecora
dipinte con colori vivaci, indossate da burloni a carnevale.
Raffiguravano persone ben note, spesso per qualche vizio da tutti
conosciuto e sul berretto portavano il nome, ma non il cognome
naturalmente, del personaggio preso di mira. Sfilavano singoli o a
gruppi durante i corsi. Nell'ottocento e primi novecento, poi, c'erano
recite di farse nel teatro; dapprima si svolgevano in una sala non ben
definita nelle case di piazza Rocca, poi nel teatro comunale (ex chiesa
dei Cappuccini che si trovava dove ora e' Piazza Valerga). Non ci e'
noto quando abbia avuto inizio a Loano il corso dei carri di carnevale.
Esistono però foto di quelli del 1925, del 1927, del 1929 con sfilata su
corso Roma e Via Ghilini, ove si trovavano i palchi per la giuria che
assegnavano i premi ai carri e alle maschere, singole o in gruppo, più
belle e spiritose. Durante la sfilata si recitavano in vari punti poesie
satiriche in dialetto o in italiano. Nel Dicembre del 1990 L'Associazione Vecchia Loano decise di ridare vita al Carnevale di Loano, da allora ha realizzato otto edizioni del "Carnevalissimo" e cinque edizioni estive. |
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