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Toirano

Il Comune di Toirano ha aderito al progetto “Città dell’Olio” per cogliere, tra l’altro, un’occasione di promozione economica e turistica al pari di altre importanti aree italiane ed europee.

Dalla sua nascita ad oggi l’Associazione "città dell'olio" ha definito il proprio ruolo nella tutela e nella promozione dell’ambiente e del paesaggio olivicolo, nella divulgazione della storia e della cultura dell’olio e dell’olivo, nel riconoscimento della denominazione di origine per la valorizzazione del prodotto e per la garanzia del consumatore e nell’organizzazione di seminari ed incontri sui risultati relativi alla ricerca ed alla sperimentazione in campo olivicolo.

Il Comune di Toirano, grazie alla sua tradizione olivicola è stato il primo Comune della provincia di Savona che ha aderito al progetto delle Città dell’Olio.

Cenni Storici

 
La val Varatella, piccola pianura costiera che si apre verso Borghetto Santo Spirito, é formata dal bacino del torrente omonimo. Al centro della valle, alla confluenza dei torrenti Barescione e Varatella, é posta Toirano.
Abitata fin dall'antichitá, Toirano deve la sua origine alla fortificazione che sbarrava la valle nel periodo bizantino-longobardo.
Durante l'etá carolingia appartenne al monastero benedettino di San Pietro in Varatella. Nel XII secolo divenne proprietá del vescovo di Albenga il quale vi risiedette per lunghi periodi. Allora il borgo conobbe un certo incremento edilizio. Le strutture murarie medievali rimaste mostrano ancora evidenti resti degli antichi portali e delle botteghe che si affacciano lungo il percorso principale. L'economia si basava sull'agricoltura: in particolare sulla viticoltura e sulla frutticoltura.
Contesa dai marchesi del Carretto di Finale, fu assegnata, nel 1385, dal papa Urbano VI alla Repubblica di Genova della quale seguì, da quel momento, le sorti.
Quando le truppe repubblicane francesi invasero il territorio vennero a scontrarsi con l'esercito austro-sardo nei pressi di Toirano il 23 novembre 1795. Il prato nei pressi dell'antica Certosa, dove avvenne la battaglia, é ancor oggi ricordato come il luogo della Battaglia di Loano.
 

Da Vedere

 

La zona, a forte sviluppo agricolo, diede impulso, verso la fine del medioevo, ad alcune attività artigianali e si distinse nella fabbricazione della carta, occupazione fiorente fino al secolo XVIII. Rimangono ancor oggi tre edifici adibiti nei secoli passati a cartiere.
La ricca produzione olivicola sviluppò anche l'industria dell'olio: l'esistenza di frantoi é documentata fin dal XIII secolo. Una importante raccolta di oggetti utilizzati dagli abitanti del borgo per la produzione dell'olio é conservata nel locale Museo di Storia e Cultura della val Varatella.
Il paese conserva l'antico aspetto del borgo medievale: la piazza principale é dominata dalla chiesa parrochiale di San Martino edificata all'inizio del XVII secolo: il porticato laterale, facente parte della precedente pieve medievale, ha mantenuto l'antico colonnato in pietra del Finale.
All'interno della chiesa si trova una tela raffigurante La Pentecoste attribuita al G. Carlone; nell'attiguo oratorio di San Sebastiano si trova l'Assunzione della Vergine di G.Benso.
A fianco spicca l'antica torre campanaria del secolo XIV con due piani di finestre ogivali e merlatura ghibellina, recentemente ripristinati con i ritrovati elementi originali. Anticamente essa faceva parte, insieme ad altre torri oggi distrutte, della cinta muraria difensiva.
Di fronte alla chiesa la medievale casa Durante. A fianco sorgeva la Portassa, antico ingresso principale del borgo.
Lungo il caruggio principale si trovano l'antico palazzo comunale presso a cui ha sede il Museo di Storia e Cultura della val Varatella e il palazzo del Vescovo, con una loggia a tre arcate ed un portale del XVI secolo in ardesia con bassorilievi raffiguranti San Michele.
Il vicolo adiacente a questo palazzo immette nella parte piú antica del borgo, il Toracco, cinto da mura, con vicoli stretti e case alte, con archivolte e loggiati, tutto raccolto in un insieme storico-artistico di rilevante effetto scenico.
Scendendo al torrente si incontra un antico ponte a tre arcate in pietra squadrata, attribuibile al XII secolo.
Procedendo invece lungo la via principale si giunge alla Braida, antico abitato, che in origine era fuori le mura.
Al centro di questo quartiere sorge la chiesa della Madonna del Rosario, eretta nel 1481 dai frati domenicani.
All'interno una statua lignea della Madonna con Bambino del Bissone e una Madonna con Bambino di O. de Ferrari.
Uscendo dal paese per una strada che supera il Varatella e che, correndo tra gli orti, collega il borgo antico con l'ingresso delle Grotte, si incontrano i monumentali resti dell'antica Certosa, fondata nel 1495 dai monaci di San Pietro in Varatella i quali, a causa delle mutate condizioni socio-ambientali della valle, scesero al piú vicino centro abitato di Toirano.
Ampiamente rimaneggiata in etá barocca, fu sede dei monaci ininterrottamente per tre secoli. Attende oggi imponenti misure di conservazione e restauro.

Vicino alla Certosa, appena imboccata la strada per Boissano, si incontra l'antica borgata di Dari, che ha mantenuto la sua struttura medievale; di l¦, per una mulattiera che si inerpica dapprima in mezzo agli oliveti e poi tra le rocce, si giunge allo sperone roccioso dove sorge l'antica abbazia di San Pietro ai Monti in Varatella.
In una stupenda posizione, a 891 m. s.l.m., fu fondata per volere di Carlo Magno nel IX secolo e assegnata ai monaci benedettini. La tradizione vuole che essa fosse costruita su una precedente chiesa fondata da San Pietro e che sarebbe stata la prima di tutta la Liguria. Dotata in breve tempo di vasti possedimenti che si estendevano in tutta la zona, dalla piana di Albenga sino alle Langhe, l'abbazia divenne un centro di civiltá per tutta la valle. I monaci riducendo i boschi, introdussero la coltivazione delle vigne e degli olivi ed attrezzarono la zona di mulini e di frantoi. Le proprietá dei monaci furono incamerate nel XII secolo dal vescovo di Albenga e di conseguenza la vita monastica andó decadendo. I Benedettini lasciarono l'abbazia nel 1315 ai Certosini, i quali la abbandonarono definitivamente nel 1495 per trasferirsi presso la Certosa di Toirano.
Risalendo la val Varatella, via via piú aspra e grandiosa, dopo pochi chilometri si arriva a Carpe (408 m. s.l.m.), caratteristica frazione con antiche case tipicamente liguri, posta su un pendio coltivato ad orti e frutteti. La strada prosegue con ripide svolte, che consentono ampie visuali della valle, in mezzo possenti rocce calcaree. Superata la sella degli Alzabecchi, dominata dalla rocca Barbena (1142 m. s.l.m.) si trova una strada che, attraverso boschi di querce, conduce all'abbazia di San Pietro ai Monti; proseguendo invece la strada si arriva al Giogo di Toirano (807 m. s.l.m.), valico che immette sul versante padano

 

 

 

 

 

 

 

Le Grotte

 
Percorrendo la strada che da Borghetto S. Spirito raggiunge Toirano salendo poi verso il Giogo di Toirano si rimane subito colpiti dall’eccezionale paesaggio rupestre circostante. Sono le rocce calcaree e dolomitiche a conferire un aspetto spesso aspro e tormentato alla valle, così come è da imputare a questo tipo di roccia, facilmente erodibile dall’acqua, la presenza di uno dei più importanti complessi di cavità naturali d’Italia: le Grotte di Toirano. Quest’ultime si raggiungono con una breve deviazione lungo la strada per il Giogo di Toirano ed offrono la possibilità di effettuare al loro interno un suggestivo percorso della durata superiore ad un’ora. Le grotte, infatti, sono state attrezzate e predisposte alla visita. Soprattutto ciò è stato fatto per la Grotta della Basura (o della Strega) al cui interno si susseguono incontri affascinanti.
A partire dal "cimitero degli orsi", un enorme accumulo di ossa di Ursus Spelaeus, per passare al "corridoio delle impronte", caratterizzato dai calchi di torce, unghiate d’orso e impronte umane che dimostrano come l’uomo di Cro-Magnon, circa 14.000 anni fa, cacciasse l’orso nelle caverne, illuminandole con torce. Questo fantastico mondo meta di geologici, antropologi e archeologi da tutto il mondo è stato collegato, con un traforo artificiale, alla Grotta di S. Lucia Inferiore, in cui l’elemento di forza è rappresentato dalle affusolate stalattiti e stalagmiti.
 

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